Regioni della tua testa, piccole ma molto potenti, per fortuna.

Avevo la mattinata libera, l’ho passata sui giornali.
Per osservare come noi italiani stiamo invecchiando male. Stiamo diventando degli analfabeti.
E invece potremmo crescere, imparare, cambiare in meglio.
Potremmo andare alle conferenze, ai seminari, ai festival, alle presentazioni dei libri. Potremmo andare al teatro, ai musei, andare ad imparare cose. Potremmo vedere documentari, guardare delle illustrazioni, leggere dei libri. Potremmo persino leggere dei saggi, vedere film d’autore, addirittura. Ce la potremmo fare persino noi.
Stiamo diventando una massa di poveri incompetenti, fascisti, razzisti, diffidenti, ciechi, disonesti, corrotti, ipocriti, falsamente emozionali con le nostre lacrime nevrotiche quando un palazzo prende fuoco e muoiono trenta persone e poi occhi secchi di fronte a migliaia di donne e uomini che muoiono semplicemente di fame in tutto il mondo, ah già, la fame, che palle la fame nel mondo, e occhi secchi di fronte a migliaia di corpi che muoiono in mare, e i poliziotti dovrebbero poter torturare, e gli ignoranti lasciamoli governare, e noi diventiamo sempre più piccoli, quasi quasi ci stiamo per schierare noi CONTRO i libri, contro gli artisti, contro i professori (chi si credono di essere, questi insegnanti, che pensano di poter insegnare le cose a me, a noi?), vogliamo il popolo somaro e sovrano, e andiamo avanti così, a testa bassa, che più bassa non si può, ruminando e ingrassando, imbottiti di odio e completamente disarmati di fronte a chiunque ci voglia convincere che la terra è piatta, la grammatica non è importante, l’inquinamento non esiste, i gay sono pericolosi, gli africani sono l’origine dei nostri mali e ora li ammazziamo, ora ci ripuliamo la nazione, ora ci armiamo e partite, ora.
Io credo molto nel genere umano ma mi rendo conto che questo mio credere nasce nelle regioni più irrazionali, ribelli e mistiche della mia testa. Parti che adesso vado a coccolare, perché queste ore sui giornali mica mi hanno fatto bene.
Ragazzi, torniamo sui libri, torniamo a imparare, sennò ci ritroveremo ad essere parti attive di un regime, con le mani sporche di sangue e non riusciremo neanche a capire come ci siamo arrivati.
#ègiàsuccesso

Advertisements
Posted in Le mie cose. | Leave a comment

México #1

Horizon gazing,

alegria y amazing

things.

Finally I am coming

to visit you, Queen of my heart,

tierra y experiencia,

my América Latina.

 

 

Posted in Le mie cose. | Leave a comment

TO DO LIST.

My aim

in this life

in this moment

my big aim

is go to bed

and know

that when I wake up

I have just one thing

one only thing

to do

on my to-do-list:

light the candle.

Posted in Berlin., English writing, Le mie cose., No pain., Poetry | Tagged , | Leave a comment

Remember, remind, rewind.

Sometimes I feel the Magical everywhere. I bike and the wind is magical, the traffic lights are only green, glances become still like doors to walk.

You have clothes on and feel naked. You’re in silence and feel singing.

Everything is possible when you know everything is magical.

A lot of times you forget. We should remind, we should remember.

Curios, in Italian for remember you have ricordare (call to cuore, heart) and for remind you have rammentare (call to mente, mind).

It’s interesting, oh yes it is. But after one minute we forget. What there is here, after one minute, if you are not kissing me, what else, what else?

Posted in English writing, Le mie cose. | Tagged | Leave a comment

P#1

Wake up
kiss
cup
miss
perform the rituals
get the things done
meet some beauties
breath the sun
walk the streets
cook and eat
and behind
beyond
all these things
inside
all these things
a vast
wild
profound
evident
permanent
increasing
electrifying
sane
and unmistakable
call
for freedom.

Posted in English writing, Le mie cose., Poetry | Tagged , | Leave a comment

Da anni e per sempre, per ora. E di Eubulide che probabilmente aveva un bel sorriso.

E tu per così dire mi hai lasciato qua a risolvere questa cosa da sola. Per sempre. Anche se come si fa a dire per sempre, dato che un giorno potresti rispuntare e potremmo risolverla, ovvero capirla, insieme.

Se c’è un mucchio di sabbia tu lo guardi e pensi, ah, un mucchio di sabbia. Ne togliamo un granello, il mucchio resta. Ne togliamo un altro e poi un altro, il mucchio diventa più piccolo, ma resta pur sempre un mucchio, finché non resta che un solo granello, e allora improvvisamente lo guardiamo e mannaggia è chiaro che quello che abbiamo davanti non è un mucchio di sabbia ma solo un granello.  Continue reading

Posted in Le mie cose. | Leave a comment

Non è vuoto ciò che è vuoto.

Oh, è da un anno che non scrivo qui.

Così tanto che ci ho messo tre minuti a ricordarmi come si faceva ad aprire una pagina bianca. La pagina bianca, che a me piace assai, assai, e dondolo la testa da una parte all’altra quando ci penso, ché neanche fosse jazz. Continue reading

Posted in Le mie cose. | 2 Comments

E anche oggi suoni qui.

Anche se sono passati dieci giorni.

Non so bene quali lacrime dovevo versare, ma di sicuro ce ne sono ancora. E lui sta riuscendo a farne sbocciare tante, tutte insieme, rapide, ripide. Come germogli, sgorgano.

Non so a chi o a cosa assomigliasse, per me. Per me era come una vita parallela, che io non stavo vivendo, non in quel momento almeno, ma che comunque era mia. Restava la mia vita. Non si sa com’è che uno sconosciuto può essere una cosa del genere, ma insomma così normalmente è la vita: una cosa non sai com’è possibile. Continue reading

Posted in Ascolti, Le mie cose., Pain. | Tagged , , , , | Leave a comment

Michael Kiwanuka and the salvation.

I usually exaggerate. It is because of the language, because of the wonder. It is wonder’s fault. My life is a wonder ocean with cheese sandwiches on the shore. My life is wonderful because yesterday I was in Kiwanuka show and I saw the salvation of our generation.

It was maybe the most powerful and soulful live show I have seen in my entire life. I was there, listening with the listeners, feeling with the feelers. I listened and I felt that I was witnessing something so important for the history of music, for our generation and our place in that history: the early years of Michael Kiwanuka. I felt black and I felt man and I felt soul and I felt fire. Our generation is not orphan anymore. I felt salvation. Because music can.

Exaggerators gonna exaggerate. But this time it’s damn true. Michael Kiwanuka is a great star. Thank you so much.

(not-believers gonna believe: here’s a short video: . https://www.instagram.com/p/BDO57SKRSNy/ )

Michael Kiwanuka Concert in Lido, Berlin. 21.03.2016

Posted in Ascolti, English writing, Le mie cose. | Tagged , , , , , | Leave a comment

Mi regalo un post.

Nel senso che poi lo scrivo, intanto me lo regalo.

Un post di compleanno, magari riesco a scriverlo nel post-compleanno.

Per iscritto possiamo parlarci meglio. Tanti auguri.

Posted in Le mie cose. | 3 Comments

Andare a vederli.

Oggi pensavo, non credo di aver mai visto dei cervi.

Dei cervi liberi, intendo, in un bosco.

È già da un po’, che siamo annegati dentro gli schermi, vero? E i cervi succedono altrove.

Penso sia arrivato il momento di mettermi in cammino per andare a trovarli, a vederli.

Sto ancora in una fase di progettazione. Starò sempre in una fase di progettazione.

Posted in Voglie | Leave a comment

Si chiama Radiolario, abbiamo fatto cose per tutta l’estate e ancora non ve l’avevo detto ma lasciatemi spiegare e soprattutto: stay tuned!

Mi conoscete. Tra le altre cose blogger e music lover, scrivo per The roost da un bel po’ di anni, per That’s All Folks!The Drift e le Sunset Sessions. Mi piace questa cosa della radio. Per un po’ l’avevamo interrotta, adesso è di nuovo qui. Abbiamo passato una primavera e una estate piena di radio, di festival, di musica, di scrittura. È incredibile quante cose si possono scrivere e possono venir lette e condivise, soprattutto se si tratta di Live Radio Shows, cioè radio che vedi, radio che ci vai, radio che c’è un concerto e tu sei dentro.

Quest’anno per le Sunset Sessions (che voglia di vivere a Roma per tre ore alla settimana la domenica sera. Voi vivete a Roma? E allora andate, andate, ché le Sunset Sessions sono una cosa, una cosa bella) quest’anno per le Sunset Sessions scrivo un Radiolario: un vocabolario di parole curiose in lingue diverse, a volte intraducibili, spesso impronunciabili, raccolte a casaccio e raccontate con amore e rocchenròll.

Ecco, piano piano sto cominciando a parlarvene.

Aehm, adesso non reagite male, ve lo devo proprio chiedere: usate facebook?

#staytuned #‎followthebeatfollowthesun‬

10409297_860838187277220_291298107695213043_n

Posted in Ascolti, Le mie cose., Radio: Radiolario, Radio: Sunset Sessions | Tagged , , , , , | Leave a comment