P#1

Wake up
kiss
cup
miss
perform the rituals
get the things done
meet some beauties
breath the sun
walk the streets
cook and eat
and behind
beyond
all these things
inside
all these things
a vast
wild
profound
evident
permanent
increasing
electrifying
sane
and unmistakable
call
for freedom.

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Da anni e per sempre, per ora. E di Eubulide che probabilmente aveva un bel sorriso.

E tu per così dire mi hai lasciato qua a risolvere questa cosa da sola. Per sempre. Anche se come si fa a dire per sempre, dato che un giorno potresti rispuntare e potremmo risolverla, ovvero capirla, insieme.

Se c’è un mucchio di sabbia tu lo guardi e pensi, ah, un mucchio di sabbia. Ne togliamo un granello, il mucchio resta. Ne togliamo un altro e poi un altro, il mucchio diventa più piccolo, ma resta pur sempre un mucchio, finché non resta che un solo granello, e allora improvvisamente lo guardiamo e mannaggia è chiaro che quello che abbiamo davanti non è un mucchio di sabbia ma solo un granello.  Continua a leggere

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Non è vuoto ciò che è vuoto.

Oh, è da un anno che non scrivo qui.

Così tanto che ci ho messo tre minuti a ricordarmi come si faceva ad aprire una pagina bianca. La pagina bianca, che a me piace assai, assai, e dondolo la testa da una parte all’altra quando ci penso, ché neanche fosse jazz. Continua a leggere

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E anche oggi suoni qui.

Anche se sono passati dieci giorni.

Non so bene quali lacrime dovevo versare, ma di sicuro ce ne sono ancora. E lui sta riuscendo a farne sbocciare tante, tutte insieme, rapide, ripide. Come germogli, sgorgano.

Non so a chi o a cosa assomigliasse, per me. Per me era come una vita parallela, che io non stavo vivendo, non in quel momento almeno, ma che comunque era mia. Restava la mia vita. Non si sa com’è che uno sconosciuto può essere una cosa del genere, ma insomma così normalmente è la vita: una cosa non sai com’è possibile. Continua a leggere

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Michael Kiwanuka and the salvation.

I usually exaggerate. It is because of the language, because of the wonder. It is wonder’s fault. My life is a wonder ocean with cheese sandwiches on the shore. My life is wonderful because yesterday I was in Kiwanuka show and I saw the salvation of our generation.

It was maybe the most powerful and soulful live show I have seen in my entire life. I was there, listening with the listeners, feeling with the feelers. I listened and I felt that I was witnessing something so important for the history of music, for our generation and our place in that history: the early years of Michael Kiwanuka. I felt black and I felt man and I felt soul and I felt fire. Our generation is not orphan anymore. I felt salvation. Because music can.

Exaggerators gonna exaggerate. But this time it’s damn true. Michael Kiwanuka is a great star. Thank you so much.

(not-believers gonna believe: here’s a short video: . https://www.instagram.com/p/BDO57SKRSNy/ )

Michael Kiwanuka Concert in Lido, Berlin. 21.03.2016

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Mi regalo un post.

Nel senso che poi lo scrivo, intanto me lo regalo.

Un post di compleanno, magari riesco a scriverlo nel post-compleanno.

Per iscritto possiamo parlarci meglio. Tanti auguri.

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Andare a vederli.

Oggi pensavo, non credo di aver mai visto dei cervi.

Dei cervi liberi, intendo, in un bosco.

È già da un po’, che siamo annegati dentro gli schermi, vero? E i cervi succedono altrove.

Penso sia arrivato il momento di mettermi in cammino per andare a trovarli, a vederli.

Sto ancora in una fase di progettazione. Starò sempre in una fase di progettazione.

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Si chiama Radiolario, abbiamo fatto cose per tutta l’estate e ancora non ve l’avevo detto ma lasciatemi spiegare e soprattutto: stay tuned!

Mi conoscete. Tra le altre cose blogger e music lover, scrivo per The roost da un bel po’ di anni, per That’s All Folks!The Drift e le Sunset Sessions. Mi piace questa cosa della radio. Per un po’ l’avevamo interrotta, adesso è di nuovo qui. Abbiamo passato una primavera e una estate piena di radio, di festival, di musica, di scrittura. È incredibile quante cose si possono scrivere e possono venir lette e condivise, soprattutto se si tratta di Live Radio Shows, cioè radio che vedi, radio che ci vai, radio che c’è un concerto e tu sei dentro.

Quest’anno per le Sunset Sessions (che voglia di vivere a Roma per tre ore alla settimana la domenica sera. Voi vivete a Roma? E allora andate, andate, ché le Sunset Sessions sono una cosa, una cosa bella) quest’anno per le Sunset Sessions scrivo un Radiolario: un vocabolario di parole curiose in lingue diverse, a volte intraducibili, spesso impronunciabili, raccolte a casaccio e raccontate con amore e rocchenròll.

Ecco, piano piano sto cominciando a parlarvene.

Aehm, adesso non reagite male, ve lo devo proprio chiedere: usate facebook?

#staytuned #‎followthebeatfollowthesun‬

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A Settembre si ha bisogno di poesia. Piccoli annunci di Wislawa Szymborska.

Le foglie si guardano l’un l’altra con gli occhi spalancati.

Che bella sorellanza dev’essere, quella tra foglie!

È Settembre, e qui da me questo Settembre è stato appena istituito mese della poesia.

“CHIUNQUE sappia dove sia finita
la compassione (immaginazione del cuore)
– si faccia avanti! Si faccia avanti!
Lo canti a voce spiegata
e danzi come un folle
gioendo sotto l’esile betulla,
sempre pronta al pianto.

INSEGNO il silenzio
in tutte le lingue
mediante l’osservazione
del cielo stellato,
delle mandibole del Sinanthropus,
del salto della cavalletta,
delle unghie del neonato,
del plancton,
d’un fiocco di neve.

RIPRISTINO l’amore.
Attenzione! Offerta speciale!
Siete distesi sull’erba
del giugno scorso immersi nel sole
mentre il vento danza
(quello che in giugno
guidava il ballo dei vostri capelli).
Scrivere a: Sogno.

SI CERCA persona qualificata
per piangere
i vecchi che muoiono
negli ospizi. Si prega
di candidarsi senza certificati
e offerte scritte.
I documenti saranno stracciati
senza darne ricevuta.

DELLE PROMESSE del mio sposo,
che vi ha ingannato con i colori
del mondo popoloso, il suo brusio,
il canto alla finestra, il cane fuori:
che mai resterete soli
nel buio e nel silenzio tutt’intorno
– non posso rispondere io.
La Notte, vedova del Giorno.”

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Wislawa Szymborska

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Radio radio radio!

Amici, siamo di nuovo alla radio.

Al solito: io scrivo, lui legge, loro ci ascoltano, voi ci ascoltate.

Voi ci ascoltate? Dai. Dai ché la radio is beautiful.

Vado e torno. Quando torno ve lo racconto meglio.

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Le rughe, gli acciacchi, la dichiarazione dei redditi, non sono niente in confronto.

Una delle cose peggiori dell’età adulta è che gli amici non hanno tempo.

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“La tua prospettiva è falsa. Perché? Perché è una prospettiva.” (Jude Stéfan)

Cambiare, avere visione, essere pronti a comprendere il mondo in maniera unitaria, realizzare che tutte le persone che leggeranno questo post dovrebbero essere pronte a contentarsi di meno della metà della metà della metà di ciò che hanno. Facciamo il conto dei nostri stipendi, dei nostri averi, dei nostri capitali, dei nostri ospedali scuole fabbriche, dei nostri metri-quadri macchine computer strumenti spezie scarpe e libri, dividiamo per cento, per mille, e, quando saremo pronti ad accettare che un cambiamento del genere abbia luogo, non avremo più dogane da abbattere.

Non c’è un altro modo se non quello di dividere le risorse. Le nostre, ovviamente.

20 Aprile, tra 700 e 900 vittime annegate nel Canale di Sicilia.

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