Tag Archives: Guardare

Lisboetario #1

Insomma in sintesi ho lasciato Berlino. Qualche settimana fa al Babylon Mitte, a Berlino, cinema cool nonostante si trovi in capo al mondo, cioè fuori da Kreuzberg, ho visto Alejandro Jodorowsky. Intendo proprio l’immenso Alejandro Jodorowsky. Ha presentato il suo … Continue reading

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L’ultima prima. Ché non è la prima del film di Dee Rees.

Oggi cade la prima neve dell’inverno a Berlino, e io penso, è l’ultima prima neve, per me. Ci sono delle cose che dobbiamo dirci, io e te, bloggino, che ci sentiamo così poco, così poco poco, di recente. Ché poi … Continue reading

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Noi e cose che reggono il mondo, come il corpo e la bellezza, e poi Jade Beall.

Noi e alcune cose importanti, il corpo, la bellezza, l’umanità, le donne, la fotografia, la verità, la pelle, le storie, le scelte, le pance, i battiti, le attese, i seni, i capezzoli, i capelli, gli odori, la donnità, la donnità. … Continue reading

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Una palla gialla in mezzo a uno sfondo azzurro non è il massimo della ricerca artistica, ciò nonostante la mia anima fluttuava.

Ieri ho dipinto. Ancora non è pronto.

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Una frase ispirante che ho ascoltato dentro un video molto bello visto stamattina mentre cercavo la mascherina alla lavanda per gli occhi che mi ha cucito mia madre ma non l’ho trovata e quindi mi sono alzata ad un orario un po’ curioso che si è però rivelato essere il momento giusto per vedere questo video e sentire questa frase ché poi era già (in)scritta e confessata nel titolo del video ma non la capisci fino in fondo finché non lo vedi per intero. Esattamente, credo, come tutto il resto delle cose.

“Ti è piaciuta la tua storia?”

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L’andare a dormire, Kanjano e Franco Matticchio. Voce del verbo matticchiare.

Oggi grazie a Kanjano, uomo dalla matita magica, ho scoperto Franco Matticchio.Dovevo andare a letto ma ho temporeggiato. Per fare questa scoperta, immagino. Matticchio, hai visto? Ci siamo incontrati oggi, ché mi sembrava che quelli dicevano “io matticchio, tu m … Continue reading

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Qualcuno deve gridare.

“Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi, non importa se poi non le costruiremo, bisogna alimentare il desiderio. Dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito.” — Tarkovskij, a emozionare.

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“Mandala, A Music Palindrome”. A fitting response, ovvero: non te lo so spiegare però vieni a vedere.

In questo post c’è più di quanto io non sappia spiegare. Perché non mi intendo né di armonia, né di fisica, né di astronomia. E’ anche vero che il mio compito qui non è quello di spiegar cose, sennò avrei … Continue reading

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2011, the, july, words, berlinale, first, future, my, miranda, of.

“First, I am wild.”

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Magnum Photos, No Berlusconi Berlin, e post lunghi (che vorrebbero diventare ancora più lunghi).

Due cose che non ho ancora condiviso in questo luogo. Non si tratta di inviti, perché gli eventi cui fanno riferimento sono già avvenuti, ma forse le parole e le idee sono inviti comunque. Inviti a riflettere, magari. Dicono i … Continue reading

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