Archivi tag: Music

E anche oggi suoni qui.

Anche se sono passati dieci giorni. Non so bene quali lacrime dovevo versare, ma di sicuro ce ne sono ancora. E lui sta riuscendo a farne sbocciare tante, tutte insieme, rapide, ripide. Come germogli, sgorgano. Non so a chi o a cosa assomigliasse, per … Continua a leggere

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Michael Kiwanuka and the salvation.

I usually exaggerate. It is because of the language, because of the wonder. It is wonder’s fault. My life is a wonder ocean with cheese sandwiches on the shore. My life is wonderful because yesterday I was in Kiwanuka show and I … Continua a leggere

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Ti sbrillano gli occhi, fratello.

Al mio amico V, che l’altro giorno è diventato grande e aveva gli occhi sbrilli. “One cannot always tell what it is that keeps us shut in, confines us, seems to bury us, but still one feels certain barriers, certain … Continua a leggere

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Impazzirò per lei.

A volte mi sveglio solo per ascoltare musica. In camicia da notte esulto silenziosa con le cuffie alle orecchie che mi tengono lì come un guinzaglio e la musica che non mi lascia andare mai, e come smanio.

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Domanda: qual è la cosa più intelligente mai stata detta nel Rock?

Risposta di Paul Simon: “Be bop-a-lula, questa è la mia ragazza.”

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Giù per il Canyon, giù lungo l’acqua, e anche questo è The Drift. Ascolta e deriva.

Venite, venite, venite dentro. Potete lasciare gli strumenti qui, guarda. Sì sì, potete venire dentro e suonare, esatto. Incontrate gli altri, anche gli altri suonano, ognuno suona quello che ha, insomma, quello che è. Quarant’anni fa, dici? Bè quarant’anni fa era diverso. … Continua a leggere

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Questo è un post molto personale.

Sono felice. È colpa di un sacco di gente.

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Vetiver Vetiver, pics came bad but I don’t care.

Vetiver played in Berlin. And I was there. During the concert I dreamed about being on the road, being free, speaking different languages, being an adult and having a flat on my own to invite friends and others, writing poems … Continua a leggere

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Kids were watching God’s Birthday. Part II.

I only had my nightie on. The bell rang. I had to go out, to go down. With jeans and a blue cardigan I became almost normal, pretty elegant. Went down. It was my birthday and there was a paket für mich. … Continua a leggere

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Denzin.

Scrollarsi di dosso gli inverni godere, se posso e mai fermi. …

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Agnes, il violino, e la casa con la lucina. (accesa.)

Casa nuova. Trasloco avvenuto davvero, sembra. Sto ascoltando musica. Lentamente. Tale Vicente Amigo*. Toc toc. Mi metto in piedi. Respiro. Vado ad aprire. Trovo il viso di un vecchietto. Quando ho messo a fuoco, mi sta già parlando. In tedesco. … Continua a leggere

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Ad occhi chiusi.

“I don’t believe in an interventionist God but I know, darling, that you do, but if I did I would kneel down and ask Him not to intervene when it came to you, not to touch a hair on your head, to leave you as … Continua a leggere

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