Archivi tag: Arte

Lisboetario #1

Insomma in sintesi ho lasciato Berlino. Qualche settimana fa al Babylon Mitte, a Berlino, cinema cool nonostante si trovi in capo al mondo, cioè fuori da Kreuzberg, ho visto Alejandro Jodorowsky. Intendo proprio l’immenso Alejandro Jodorowsky. Ha presentato il suo … Continua a leggere

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Bombardamenti, e poi sipario. Applausi.

Ieri sono andata al teatro, ché tutte le volte che ci vado penso che dovrei andarci più spesso, al teatro, perché lì ti obbligano a stare zitto e il parlare ti si riposa sulle labbra, e ti bombardano di concetti, … Continua a leggere

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Una palla gialla in mezzo a uno sfondo azzurro non è il massimo della ricerca artistica, ciò nonostante la mia anima fluttuava.

Ieri ho dipinto. Ancora non è pronto.

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Ciao Ciao Deriva, un bacio ancora.

Noi siam gente che a salutare ci mettiamo delle ore. Ci diciamo “ce ne andiamo?” e poi passa un’ora, due. È il tempo che ci vuole per salutarsi. Gli altri, gli stranieri, pensano che sia un temporeggiare, una lentezza, una … Continua a leggere

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L’andare a dormire, Kanjano e Franco Matticchio. Voce del verbo matticchiare.

Oggi grazie a Kanjano, uomo dalla matita magica, ho scoperto Franco Matticchio.Dovevo andare a letto ma ho temporeggiato. Per fare questa scoperta, immagino. Matticchio, hai visto? Ci siamo incontrati oggi, ché mi sembrava che quelli dicevano “io matticchio, tu m … Continua a leggere

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“Mandala, A Music Palindrome”. A fitting response, ovvero: non te lo so spiegare però vieni a vedere.

In questo post c’è più di quanto io non sappia spiegare. Perché non mi intendo né di armonia, né di fisica, né di astronomia. E’ anche vero che il mio compito qui non è quello di spiegar cose, sennò avrei … Continua a leggere

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Come quel giorno Mario Giacomelli firmò per il possibile.

I – Anche tu sei un appassionato di blu e nero, vedo. – Ché la gente dice che insieme non stanno bene, e invece… – Eh, infatti, altroché. – Sh. – Shh. Siamo dentro, Willy Brandt Haus. Oggi espongono le … Continua a leggere

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Spencer Tunick e chi sono gli umani.

L’ha fatto di nuovo. Ha radunato centinaia di persone, stavolta sul Mar Morto. Poi, via i vestiti. E a scattare le foto, naturalmente, ci pensa lui.

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Every Dada Day is an Anti Dada Day.

Esistono leggi che sono vere per tutte le cose che amo. Come per esempio questa: “Nessuna schiavitù, neppure la schiavitù di Dada su Dada. In ogni momento, per vivere, Dada deve distruggere Dada.” Tristan Tzara

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Hamburger Bahnhof, part 2. Eppur (cosa?) si muove, il Breakmov(i)efast e la nostalgia del bosone di Higgs.

Sono entrata in sala un po’ diffidente, perché i video al museo possono fregarti: stai lì avvinto a guardare e appena rialzi lo sguardo son passate due ore e il museo sta per chiudere. Sala buia e immobilità numerose. La telecamera è … Continua a leggere

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Hamburger Bahnhof, part 1, noi parlando, e l’elisir dell’immortalità. O dell’acquisto di una tessera annuale.

Il Soma è una bevanda di cui non sentivo parlare da tanto. I Rgveda ne parlarono tra il 2.000 e il 1.500 a.C. E io non c’ero. Ma so che è una bevanda sacra, e dà salute, e immortalità. “Salute” in … Continua a leggere

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“Ich, ein Kristall.”

“Astrazione. Il freddo romanticismo di questo stile senza pathos è inaudito. Quanto più è spaventoso questo mondo, come oggi, tanto più astratta è l’arte, mentre un mondo felice produce un’arte dell’al di qua. Oggi è il passaggio dall’ieri. Nel grande … Continua a leggere

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