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E anche oggi suoni qui.

Anche se sono passati dieci giorni. Non so bene quali lacrime dovevo versare, ma di sicuro ce ne sono ancora. E lui sta riuscendo a farne sbocciare tante, tutte insieme, rapide, ripide. Come germogli, sgorgano. Non so a chi o a cosa assomigliasse, per … Continua a leggere

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Le rughe, gli acciacchi, la dichiarazione dei redditi, non sono niente in confronto.

Una delle cose peggiori dell’età adulta è che gli amici non hanno tempo.

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Disperazione! E resilienza. E una playlist di nome “Sundays” suonata di sabato, e per fortuna anche lo sguardo infuriato di Majakovskij.

È da un po’ di settimane che torna questo termine, “resilienza”. La prima volta che l’ho incontrato dopo molto tempo non ricordavo cosa volesse dire e l’ho cercato sul vocabolario. Insomma, é chiaro che oggi c’è qualcosa che non va: … Continua a leggere

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La testa fuori.

È bello essere qui. Io e il mio ginocchio bruttino per questi giorni dobbiamo restare a letto. Immobili, entrambi. “Insieme al computer e a tanti libri da leggere”, mi sembra che abbia detto il medico.

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Hawaii, menischi e ribellioni tutte nude.

Ho appena scritto, dentro una mail: “E tu, come stai? Io mi approccio a una nuova lezione della vita. Ho un lieve problema al ginocchio, tra qualche giorno arriverà il referto che mi racconterà il futuro.” E così l’ho detto … Continua a leggere

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La cosa che mi fa più paura.

La cosa che mi fa paura, la cosa che mi fa più paura, è l’assenza d’intelligenza, i volti e quegli occhi in cui latita la capacità di comprendere e leggere dentro che l’intelligenza è, ed esseri e momenti in cui … Continua a leggere

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Noi.

Aaaah, il corpo. Il corpo che gioisce, il corpo che tradisce, il corpo che si sottopone, il corpo studiato, il corpo bloccato, il corpo che ora deve restare, il corpo che fa fare le facce serie, il corpo in ospedale, … Continua a leggere

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Il male.

“Venimmo per portare la gentilezza, ma non ci fu concesso di essere gentili.” (Samuel Beckett) Ce la possiamo raccontare come vogliamo, ma secondo me le cose restano così, che  il peggior male del mondo è la mancanza di gentilezza.

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I nostri occhi.

In tedesco si dice intensiv, e spiega quello che voglio dire meglio di intenso. Perché io mi sento gettata qui (gettatezza, Heidegger, etc etc)  in un ammaestramento intensivo, costretta a vivere non solo intensamente bensì intensivamente, sottoposta a trattamenti esistenziali … Continua a leggere

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Buona educazione.

Buongiorno Trauma, ben svegliato, come va? No no, macché ritardo, non c’è problema, anzi, avrebbe potuto dormire ancora per un po’, persino per sempre, per quanto mi riguarda, ecco. Non so, un bicchierino?

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Non passa.

“È come una malattia virale”, aveva detto Montanelli, “dobbiamo prenderla una volta, poi ne saremo immuni”, aveva detto così Montanelli ed era il 1994, sono passati tanti anni e questa malattia non passa mai, non passa cazzo mai.

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Just what the doctor ordered.

– E poi agisca con molta cautela, esattamente come se le avessero dato un cazzotto. – Mh mh, faccio io con la testa, ché quasi non posso parlare e tengo forte il ghiaccio sulla guancia. E pago, e saluto, e … Continua a leggere

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