Lisboetario #1

Insomma in sintesi ho lasciato Berlino.

Qualche settimana fa al Babylon Mitte, a Berlino, cinema cool nonostante si trovi in capo al mondo, cioè fuori da Kreuzberg, ho visto Alejandro Jodorowsky. Intendo proprio l’immenso Alejandro Jodorowsky. Ha presentato il suo film, detto e fatto cose meraivigliose etc etc.

Una cosa ha detto tra le altre che mi ha raccontato di me: “Non ho fatto film per 23 anni, mi sono tenuto dentro un sacco di cose, e ora bam, sono venuto a vomitarle”.

Adesso questa cosa del vomito dispiacerà ad alcuni di voi, ma ogni tanto si deve dispiacere a qualcuno, perché io è così che la sento. Se voi guardate bene quanto ho scritto su questo blog in questi mesi, vedrete che è come da 23 anni che non scrivo. Lo stesso vale per le mie cartelle private e word e drive vari. Gesù, è da 23 anni che non scrivo.

Mi sono trasferita a Lisboa senza un lavoro e con un marito. Marito, sì. Anche questa è una novità, successa negli ultimi tempi di questi 23 anni.

Adesso ho un sacco di tempo per scrivere, dopo questo 23 anni che non ho scritto. E mi sento come Alejandro Jodorowsky. Ma saranno brevi post, quelli che scriverò nei prossimi giorni, ché non voglio disturbare la rete – vedi poi che problemi che uno si fa?

Questo per esempio era solo tutto prologo. Il post vero è questo:

In questi giorni a Lisboa vedo i vecchi camminare per le strade, per le strade fermarsi, per le strade stare. Li osservo.

A Berlino di vecchi non ne ho visti mai. Nonno, ho pensato, forse non ti vedo da anni solo perché sono stata a Berlino? Forse quando te ne sei andato sei venuto a Lisboa? Qui ci sono un sacco di vecchi, ti somigliano tutti, possibile che uno di loro sia te o sia intimo amico tuo, dato che ti somiglia così tanto?

Nonno, lo so, è una cazzata, lo so che non sei qui, lo so che mhmhmh, però pensa che figata sarebbe stata, che io pensavo che tu mhmhmh e invece no, tu eri a Lisboa, a restare in strada con gli altri vecchi amici tuoi, bello vivo e vegeto a portare in giro il tuo bastone storto e la tua testa biancolina, alto com’eri.

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