Chiudi gli occhi, The Drift. Si torna a casa.

Buongiorno a tutti, ben trovati dopo le feste, bentornati, benvenuti, e venite subito un po’ più vicino ché dobbiamo dirci delle cose. Allora, è primavera, giusto? Sentite l’aria tiepida che vi si sta infilando sotto i vestiti, in mezzo ai pensieri? Bene. Tenete questo pensiero da parte e ci torniamo tra un attimo. Sapete quando le navi tornano in porto, e tirano su l’ancora, riparano le vele, lucidano i tientibene d’acciaio, controllano le scotte, le drizze e le cime d’ormeggio, e mettono da parte le carte nautiche per un po’? Bene, mettete anche questo pensiero da parte insieme a quell’altro e ci torniamo tra un po’. Adesso, ricordate l’ultimo viaggio che avete fatto? La bellezza, le scarpe un po’ rotte e tutto il mondo stipato in valigia, e poi quella sensazione precisa, un po’ vuota ed enorme del tornare a casa, il tepore, la malinconia, la gratitudine, i piedi stanchi, e qualcuno che ha incollato un oggetto magnetico che vi costringe a stare incollati alla finestra? Il ritornare a casa e appendere il viaggio al chiodo, per un po’? Bene. Adesso prendete queste tre idee e le mettete insieme: è primavera, la barca torna al molo, l’Aleph sospende il brunch domenicale e la deriva si ferma per un po’. Queste due ultime puntate di The Drift, quella di oggi e quella di domenica prossima, saranno dedicate al nostro rientro in porto per una breve pausa prima di riprendere a viaggiare. Niente paura. Niente panico. Io davvero non riesco a immaginare come farete a sopravvivere a tutte quelle domeniche al parco sotto il sole senza The Drift MA ci rivedremo, ci riascolteremo e sarà bello. Per ora, però, occupiamoci di tirar le redini e derivare bravi bravi verso casa. Insieme. Ci sono un sacco di cose da capire, un sacco di case da trovare, le chiavi ce le hai in tasca e non lo sai. Ché ritornare a casa è una cosa seria. Senza la musica però non andiamo da nessuna parte. Per esempio c’era una cosa importante che volevamo dirvi, ma con le parole non riesce, e allora c’abbiamo pensato su e abbiamo deliberato che a un certo preciso punto io vi avrei fatto ascoltare questo.

– – –

– Hei, barchetta.

– Cosa?

– Vieni qui.

– No.

– Torna a casa.

– No.

– Perché no?

– No.

– È per il tuo bene.

– Macché.

– È per il tuo bene, davvero.

– Il mio bene è continuare ad andare alla deriva, che ne sai del mio bene.

– Niente.

– Appunto.

– Hai finito il gasolio.

– Vado a vela.

– Hai finito le provviste.

– Pescherò dei pesci.

– Sei vegetariano.

– Pescherò delle alghe.

– È finita la musica.

– Che vuol dire è finita la musica?

– Che devi tornare a casa.

– Perché?

– Perché funziona così. Si va, si deriva e poi si ritorna. E a casa ci sono i dischi che ti aspettano.

– Mh, dischi. E che direzione dovrei prendere per tornare a casa?

– Sempre dritto.

– Ma sempre dritto vado in fondo al mondo.

– Appunto. La casa è sempre in fondo al mondo. Chiudi gli occhi The Drift, si torna a casa.

– – –

Personaggi:  la barca, il molo, la casa, il ritorno, la primavera, ‘Aleph, FandangoWebRadio, Valerio Mirabella, Anüz Allen, e, naturalmente, The Drift.

Parola (e) chiave: ascolta e deriva.

15 Aprile, h 13 all’Aleph di Roma o in diretta streaming su FandangoWebRadio. E se siete altrove, qui il podcast. Stay tuned!


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